Esperienze e Ricerche

“ il più grande sbaglio nella vita è quello di aver sempre paura di sbagliare” (E. Hubbard)


RICERCHE, ESPERIENZE, STUDI, RIFERIMENTI EPISTEMOLOGICI DELLA PEDAGOGIA DELLA TOTALITÀ

Al di là della psichiatra…al di sopra della patologia.

 

La pedagogia della totalità intesa come superamento anche del più valido globalismo metodologico perché va al di là di ogni attuale ricerca pedagogica per riconsiderare l’uomo nella totalità della sua persona, fin dal suo concepimento.

L’esperienza della vita di tutti, malgrado i nuovi metodi di apprendimento e di auto – accrescimento, lascia, purtroppo, scoperti moltissimi aspetti della personalità, per cui il bimbo, per esempio, crede di crescere e diventare adulto in un certo mondo, spesso ignorando che in lui vi sono cariche ed energie tali da fare di esso un uomo diverso, ovvero realizzare quel progetto genetico, biotipico, ma anche misterioso, per il quale è nato.

La nostra azione, perciò, non può non partire soprattutto dagli uomini e dalle donne che sono già sviluppati (adulti) ma ancora privi di “quel qualcosa” che li rende “conformi” alle reali potenzialità della loro persona:

Sfiducia, abbattimento psicologico, avventure di vario genere, malattie, dolori, depressioni e falsi entusiasmi, spingono l’uomo a cercare e a tentare tutte le possibilità di soluzione: ciò è cosa ottima ed è certamente da fare ma con il supporto giusto perché, per ogni aspetto della nostra vita vi è il “competente” a cui rivolgersi per aiutare l’uomo a vivere nella sua pienezza.

La pedagogia della totalità interviene, senza la pretesa di sostituirsi all’opera di valenti specialisti in determinati settori per indicare una via che sia tale da suscitare, nel paziente, nella profondità del suo io, la curiosità e la necessità di scoprire chi egli è realmente, quali siano le sue forze, i suoi compiti, le sue energie spesso ignorate e che, per una data, involontaria vita, non sempre equilibrata, oppure poco avveduta, lo rendono debole e avvezzo a manifestare aspetti non graditi e dolorosi della propria personalità, che spesso sono molto più pesanti delle malattie organiche.

La nostra attenzione più efficace e la nostra esperienza di vita ci hanno portato ad individuare il “puns dolens” della situazione e,  con fermo e chiaro intervento, intendiamo orientare quel malessere alla  riscoperta dell’uomo, non solo come individuo, ma nella totalità del suo essere che meglio si afferma nell’unità sociale.

Nella totalità, ogni elemento che esprime l’uno della persona con le sue forze, la sua intelligenza, le sue attitudini, vuole e deve trovare ciò che può restituire l’equilibrio perduto e riaffermare l’integrità della persona come soggetto umano: la riconquista della capacità di vivere la reciprocità è uno di questi elementi essenziali!

Pedagogia della totalità e salute:

tutte le patologie nelle loro più varie differenziazioni, producono effetti di vasta rilevanza con espressioni e manifestazioni dolorose e, spesso, di forte disagio interiore che può sfociare anche nella disperazione.

Che fare? Per esprimere meglio il nostro pensiero cerco di evidenziare, in qualche modo, ciò che, in questi casi, gli esperti cercano di fare: per ogni sintomo un rimedio. Ma con quale risultato?

Prima di dare una risposta adeguata ritengo di poter affermare che ogni sintomo è simile ad una porta chiusa, come le porte chiuse di diverse stanze dalle quali giungono grida di dolore, richieste di aiuto… avviene che qualcuno soccorre il bisognoso ma non riesce ad entrare in quelle stanze perché privo delle chiavi: per ogni stanza, infatti, vi è una chiusura speciale e la chiave giusta è in possesso di un solo responsabile. Infatti, nel nostro processo di rieducazione riabilitante alla salute, non ci sembra necessario il passepartout perché, col nostro metodo, si va incontro al “bisognoso” entrando nella stanza da una finestra già aperta “ovvero cercando di incontrarsi con il soggetto, non per le sue patologie ma per avere un “rapporto con il suo io profondo” e tentare un incontro con lui, tale da stabilire un dialogo di fiducia per una risposta adeguata alla circostanza.

Praticamente si tratta di un’antropologia che sia essenzialmente tale, ovvero che realizzi un rapporto nuovo in grado di percorrere un cammino in comune e con la giusta serenità, andando avanti insieme e superando i gradini che portano allo sblocco definitivo che è la causa del malessere.

Gian Luca Bellisario

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