Valutazione pedagogica

La valutazione pedagogica delle funzioni genitoriali educative osservabili

Una lettura educativa, e non psicopatologica, delle capacità genitoriali, orientata alla comprensione e al sostegno prima che al giudizio.

Che cosa si valuta, e da quale sguardo

Valutare le competenze genitoriali in prospettiva pedagogica significa esaminare, entro il mandato ricevuto, le dimensioni educative e relazionali, le funzioni genitoriali osservabili, l’organizzazione della cura educativa, la comunicazione, i bisogni evolutivi, le risorse e le criticità. La pedagogia clinica e giuridica non formula diagnosi psicologiche o psichiatriche, non impiega test psicodiagnostici e non sostituisce le valutazioni sanitarie.

Le dimensioni considerate riguardano la capacità affettiva e di accudimento, quella educativa e regolativa, la capacità di leggere i bisogni del figlio e di sostenerne la relazione con l’altro genitore, e la progettualità educativa, cioè lo sguardo con cui il genitore immagina il futuro del bambino. Sono capacità che non si misurano una volta per tutte, perché possono essere sostenute e riprese, e proprio in questo scarto tra ciò che è dato e ciò che può essere ricostruito trova spazio il lavoro educativo.

A che cosa serve e in quali procedimenti

La valutazione trova impiego nei procedimenti di separazione e divorzio con figli minori, nelle questioni di affidamento e di regolamentazione dei tempi di frequentazione e nei procedimenti di tutela ai sensi degli artt. 330 e 333 c.c. Può essere richiesta dal giudice nell’ambito di una consulenza tecnica oppure dalla parte attraverso il proprio consulente, sempre nel perimetro del quesito o dell’incarico.

In ogni caso la valutazione distingue con nettezza il dato osservato dall’interpretazione e dalla proposta, così da restituire alla magistratura uno strumento leggibile e verificabile. La finalità non è emettere un verdetto sulla persona, ma descriverne il funzionamento educativo e indicare, dove possibile, le condizioni e i sostegni che possono migliorare la cura del figlio.

Vedi anche: consulenza pedagogica forense, CTP nell’affidamento dei figli, valutazione pedagogica delle funzioni genitoriali educative osservabili, consulenza forense per avvocati.

Domande frequenti

La valutazione pedagogica sostituisce quella psicologica?

No. È una lettura autonoma e complementare, che guarda alle competenze genitoriali sotto il profilo educativo. Quando il procedimento richiede anche una valutazione clinica, i due sguardi coesistono e si integrano, ciascuno nel proprio ambito.

Vengono usati dei test?

No. La pedagogia clinica non impiega test psicologici né formula diagnosi. Si avvale del colloquio, dell’osservazione della relazione genitore-figlio e dell’analisi della documentazione educativa e scolastica.

La valutazione può dare un esito favorevole al genitore?

La valutazione non è pensata per confermare una tesi, ma per descrivere con onestà il funzionamento educativo. Proprio questo rigore la rende utile e credibile davanti al giudice, ed è anche ciò che può sostenere il genitore in un percorso di miglioramento.

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