Domande Frequenti sulla Pedagogia Clinica e lo Studio Bellisario
Trova risposta alle domande più comuni su servizi, consulenze e formazione professionale.
Orientamento alla lettura
Prima di cercare
- OrientamentoLe risposte sono organizzate per professione, percorso, aspetti pratici e situazioni ricorrenti.
- Informazioni praticheOnorari, disdetta, pagamenti, documentazione fiscale, consenso per i minori ed emergenze sono raccolti nella stessa pagina.
- Professioni distintePedagogista, psicologo e psicoterapeuta intervengono con atti, strumenti e responsabilità propri.
- Contatto direttoSe la risposta non basta, dalla pagina è possibile passare direttamente ai contatti dello Studio.
Pedagogista o psicologo?
Pedagogista e psicologo si occupano entrambi di salute mentale?
Sì, ciascuno con i propri strumenti, e possono rivolgersi alla stessa persona, alla coppia, alla famiglia e ai gruppi.
Il pedagogista usa strumenti di osservazione, valutazione, progettazione e intervento pedagogico sui bisogni educativi. Lo psicologo usa gli strumenti propri della professione psicologica e lo psicoterapeuta quelli della psicoterapia. Sono distinti gli strumenti, gli obiettivi e gli atti professionali.
Anche con ansia, depressione, panico o una crisi familiare il percorso pedagogico ha un proprio oggetto: routine, studio, lavoro, relazioni e progetto di vita. Occorre comprendere se la domanda riguarda la dimensione psicologica, quella educativa o entrambe; in questo caso i percorsi possono procedere insieme, con il consenso della persona. Approfondisci la pedagogia clinica e la salute educativa.
Qual è la differenza tra il pedagogista e lo psicologo?
Il pedagogista è lo specialista dei processi educativi. In base alla Legge 55/2024 opera con autonomia scientifica e responsabilità deontologica mediante funzioni di coordinamento, consulenza e supervisione pedagogica e con strumenti di prevenzione, osservazione, valutazione e intervento pedagogico sui bisogni educativi manifestati dal bambino e dall’adulto nei processi di apprendimento (art. 1, comma 1).
Accompagna la persona, la coppia, la famiglia e i gruppi anche quando siano presenti DSA, ADHD, autismo o forme di sofferenza psicologica, con strumenti pedagogici e, quando la situazione lo richiede, insieme alle professioni psicologiche e sanitarie. Quando la sofferenza psicologica incide su studio, lavoro, relazioni e vita quotidiana, questo lavoro prende la forma dell’educazione alla salute mentale.
Lo psicologo utilizza invece gli strumenti propri della professione psicologica per la prevenzione, la diagnosi, l’abilitazione-riabilitazione e il sostegno in ambito psicologico. La psicoterapia è esercitata soltanto dai professionisti in possesso della specifica abilitazione.
Nello Studio i due professionisti collaborano alla pari quando la domanda lo richiede.
Cosa fa esattamente il pedagogista?
Ho bisogno di un pedagogista o di uno psicologo?
Parole e atti professionali
Che cosa significa “clinica” in pedagogia?
In pedagogia, “clinica” indica un lavoro ravvicinato e individualizzato sulla situazione concreta della persona, sui suoi bisogni educativi, sulle risorse disponibili e sui contesti di vita. L’attenzione non si limita a una categoria generale: parte dalla domanda, osserva il funzionamento quotidiano e costruisce obiettivi pertinenti e verificabili.
Nella pedagogia clinica il termine indica un metodo pedagogico, non una specialità sanitaria: il pedagogista osserva e valuta le dimensioni educative, progetta, accompagna e verifica il percorso con atti propri.
Qual è la differenza tra pedagogia giuridica e pedagogia forense?
La pedagogia giuridica è l’ambito più ampio che studia i rapporti tra educazione, diritti, norme, istituzioni e sistemi di tutela. Comprende, per esempio, la condizione educativa del minore, le responsabilità familiari, i servizi e le garanzie della persona nei contesti regolati dal diritto.
La pedagogia forense ne rappresenta l’applicazione tecnico-professionale nei procedimenti e negli incarichi giudiziari: può riguardare CTU, CTP, osservazione delle funzioni educative, analisi documentale e risposta a un quesito che richieda specifiche competenze pedagogiche. Non si tratta di titoli professionali o albi separati: il titolo regolamentato resta quello di pedagogista.
Che cosa sono i percorsi di educazione alla salute mentale?
Sono percorsi pedagogico-clinici che aiutano la persona a riconoscere risorse e bisogni, riorganizzare la vita quotidiana, sostenere autonomia e relazioni e costruire obiettivi possibili.
Attraverso questi percorsi il pedagogista si occupa di salute mentale con gli strumenti dell’educazione. Il lavoro riguarda le dimensioni educative, relazionali, adattive e progettuali della salute, con un metodo proprio; secondo la domanda, può svolgersi da solo o insieme a interventi psicologici, psicoterapeutici o medici, che restano affidati ai rispettivi professionisti.
Percorso pedagogico, psicoterapia e cure mediche possono procedere insieme?
Sì. Il percorso pedagogico può lavorare su routine, autonomia, studio, lavoro, relazioni familiari, genitorialità, partecipazione sociale e progetto di vita, mentre psicologo, psicoterapeuta, psichiatra o medico intervengono nei rispettivi ambiti.
I percorsi possono procedere in parallelo e, con il consenso della persona, coordinarsi. Ciascuno risponde a bisogni propri: le cure psicologiche o mediche necessarie restano tali durante il percorso pedagogico, così come i bisogni educativi restano presenti durante quelle cure.
Prima seduta e percorso
Come funziona la prima seduta?
Quanto dura un percorso?
È garantita la riservatezza?
Consulenze forensi (CTU/CTP)
Che cos’è una consulenza tecnica d’ufficio con competenze pedagogiche?
Posso richiedere una CTP?
Approccio e metodo
Cos’è la Pedagogia della Totalità?
Cosa si intende per neuropedagogia?
Il pedagogista può intervenire nelle scuole?
Normativa professionale
Che cos’è A.N.I.Ped. e quale ruolo ha oggi?
Cosa prevede la Legge 55/2024 per i pedagogisti?
Sede, appuntamenti e modalità
Dove si trova lo Studio?
Come prenoto un appuntamento?
Si può fare una prima consulenza online?
Onorari, pagamenti e consensi
Quanto costa una consulenza?
Gli onorari non sono pubblicati sul sito. Il compenso viene definito in base alla complessità della situazione, al tipo di intervento e al tempo richiesto e viene comunicato per iscritto prima dell’avvio.
Per le prestazioni del Dott. Gian Luca Bellisario, comprese pedagogia clinica ed educazione alla salute mentale, sostegno genitoriale, orientamento, supervisione pedagogica e consulenza pedagogica forense, il preventivo viene formulato in relazione all’incarico. Nelle consulenze tecniche di parte segue un primo esame degli atti. Nelle consulenze tecniche d’ufficio il compenso è invece liquidato dal giudice secondo la disciplina applicabile. Per la formazione rivolta a scuole, enti e professionisti lo Studio presenta una proposta scritta.
Per le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche del Dott. Pier Paolo Bellisario il compenso viene ugualmente comunicato prima dell’avvio del percorso.
Come si sposta o si disdice un appuntamento?
Un appuntamento può essere spostato o disdetto con un preavviso di almeno 24 ore, telefonando al 389 444 4532 o scrivendo allo Studio. Le condizioni relative agli incontri non disdetti nei termini sono indicate nell’accordo professionale. Il percorso può essere interrotto in qualsiasi momento, restando dovuto il compenso per l’attività già svolta.
Nelle consulenze tecniche gli incontri seguono invece il calendario delle operazioni peritali e i termini del procedimento.
Le spese sono detraibili?
Le prestazioni pedagogiche del Dott. Gian Luca Bellisario non rientrano, secondo l’attuale prassi fiscale dell’Agenzia delle Entrate, tra le spese sanitarie detraibili come tali. Per ogni prestazione viene comunque rilasciata regolare documentazione fiscale.
Le prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche del Dott. Pier Paolo Bellisario rientrano tra le spese sanitarie nei casi e alle condizioni previsti dalla normativa fiscale vigente. Per situazioni particolari è opportuno verificare il trattamento applicabile con il proprio consulente fiscale.
Che cosa occorre portare al primo incontro?
Per un percorso di pedagogia clinica o di educazione alla salute mentale con un adulto non è normalmente necessaria documentazione specialistica: il primo colloquio serve anche a comprendere quali elementi possano essere utili.
Per bambini e ragazzi sono utili, se disponibili, pagelle, relazioni scolastiche, PDP o PEI, diagnosi e relazioni specialistiche già esistenti. Quando il percorso riguarda un minore occorre il consenso di entrambi i genitori e, se pertinenti, i provvedimenti sull’affidamento.
Per una consulenza tecnica di parte o una consulenza pedagogica forense sono utili gli atti del procedimento, i provvedimenti già emessi, l’eventuale relazione del consulente d’ufficio e l’indicazione dei termini fissati dal giudice.
I dati necessari alla fatturazione e agli adempimenti professionali vengono raccolti dallo Studio secondo le modalità previste.
Come si può pagare?
Per le prestazioni dello Studio è possibile pagare con carta di debito o di credito, bonifico bancario o contanti nei limiti di legge; per ogni pagamento viene emessa fattura.
Nelle consulenze tecniche d’ufficio il compenso e gli eventuali acconti sono determinati nell’ambito del procedimento giudiziario.
Per un minore serve il consenso di entrambi i genitori?
Sì. Per i percorsi che riguardano un minore lo Studio richiede il consenso di entrambi i genitori, anche quando sono separati o divorziati, salvo i casi in cui la legge o un provvedimento dell’autorità giudiziaria dispongano diversamente. Il principio vale per i percorsi pedagogici del Dott. Gian Luca Bellisario e per quelli psicologici del Dott. Pier Paolo Bellisario.
Nelle consulenze tecniche e nelle attività disposte dall’autorità giudiziaria si opera secondo il mandato, il provvedimento e le regole del procedimento. Il minore viene informato e ascoltato in modo adeguato all’età e alla situazione.
E se si tratta di un’urgenza?
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