Radici e testimonianze

Nicola Bellisario, la vocazione educativa in Parlamento

Deputato nella VI legislatura, primo firmatario della legge che rese autonomo l’insegnamento della psichiatria, propedeutica alla riforma Basaglia.

Nicola Bellisario nacque a Lanciano il 30 marzo 1921 e vi morì il 16 marzo 2015, a novantaquattro anni. Fu, prima e più che un politico, un educatore: docente di filosofia e di pedagogia, sperimentatore didattico, formatore di maestri. Alla Camera dei deputati arrivò tardi e per necessità, nel 1972, dopo la morte del fratello Vincenzo, portando dentro l'aula parlamentare non l'ambizione di una carriera ma una vocazione già interamente formata. È in questa continuità — dall'aula di scuola all'aula di Montecitorio — che va letta la sua vicenda, e in essa il passaggio che più direttamente parla alla pedagogia clinica di oggi: la legge che rese autonomo l'insegnamento della psichiatria.

Prima del Parlamento: l'educatore

Laureato in pedagogia, negli anni immediatamente successivi alla guerra fu assistente universitario di Aldo Moro a Bari. Ma la sua strada non fu quella accademica: scelse la scuola come luogo di trasformazione. Realizzò a Lanciano le "classi di osservazione" che attuavano il metodo attivo, poi estese a livello nazionale; fu ordinario di filosofia e storia nei licei e docente di pedagogia. Nel 1956, per sua iniziativa e con un gruppo di giovani docenti, diede vita alla "Scuola della Totalità", una sperimentazione didattica che anticipò riforme che il Ministero avrebbe fatto proprie solo anni dopo. È la sperimentazione che dà il nome, oggi, al modello della Pedagogia della Totalità, e che merita una pagina propria.

Fu inoltre presidente della sezione locale dell'UCIIM, presidente provinciale dell'Associazione Italiana di Orientamento scolastico e professionale, cofondatore della Scuola Materna Sperimentale di Lanciano, ente morale in cui tenne per anni corsi di aggiornamento frequentati da maestre di tutta Italia. Non un intellettuale da studio, ma un organizzatore di cultura educativa, capace di costruire istituzioni e di farle durare.

La VI legislatura

Eletto alla Camera nel 1972 con oltre trentaseimila voti di preferenza, Nicola Bellisario fu membro della VIII Commissione Istruzione e Belle Arti, e prese parte anche ai lavori sugli affari esteri e su altri fronti. La sua attività legislativa fu intensa: presentò ventuno proposte di legge, e un numero considerevole di esse fu accolto e trasformato in legge dal Parlamento. Fu tra gli elaboratori della legge delega sullo stato giuridico degli insegnanti, che riordinò l'ordinamento della scuola italiana per gli anni a venire.

Ma il provvedimento che lega il suo nome alla storia civile del Paese è un altro, ed è quello di cui trattiamo qui sotto.

La Legge 238/1976: la psichiatria diventa autonoma

Il 18 maggio 1973 Nicola Bellisario presentò alla Camera, come primo firmatario, la proposta di legge n. 2150. Il titolo ufficiale, come risulta dal portale storico della Camera, è preciso e tecnico: modifica della tabella XVIII allegata al regio decreto 30 settembre 1938, n. 1652, per la configurazione autonoma dell'insegnamento della psichiatria e della neurologia. Dietro il linguaggio amministrativo si nascondeva un cambiamento di paradigma: fino ad allora, nelle facoltà mediche italiane, la psichiatria era subordinata alla neurologia, insegnata come sua appendice. La malattia mentale era, di fatto, letta come malattia del cervello.

La proposta fu discussa in aula — il resoconto stenografico registra la seduta del 17 luglio 1974 — e giunse ad approvazione come Legge 29 aprile 1976, n. 238. Da quel momento la psichiatria ebbe una cattedra propria, un insegnamento autonomo, una generazione di medici formati a pensare la sofferenza mentale non come mero guasto neurologico ma come questione della persona nella sua interezza.

Dalla 238 alla 180: una propedeutica istituzionale

Due anni dopo, nel 1978, il Parlamento approvò la Legge n. 180, la riforma legata al nome di Franco Basaglia che dispose il superamento degli ospedali psichiatrici e restituì alle persone con sofferenza mentale la titolarità dei propri diritti. La 238 del 1976 ne fu una propedeutica istituzionale: senza un insegnamento autonomo della psichiatria, senza medici formati a pensare la malattia mentale fuori dal paradigma esclusivamente neurologico, la riforma basagliana avrebbe trovato un terreno culturale più povero.

Non si tratta di rivendicare a Nicola Bellisario un merito che appartiene a una vicenda collettiva e molto più ampia. Si tratta di riconoscere una linea: la sua legge preparò il campo istituzionale in cui la 180 poté attecchire. E in quella stessa linea — che pensa la salute mentale come questione educativa e relazionale prima che clinica — si colloca oggi il lavoro di chi fa della pedagogia clinica una risorsa di salute.

Cronologia essenziale

30 marzo 1921. Nasce a Lanciano.

1943. È tra i fondatori della Democrazia Cristiana a Lanciano, insieme al fratello Vincenzo.

1956-1976. Dirige a Lanciano la sperimentazione della "Scuola della Totalità".

1972. È eletto alla Camera, VI legislatura, VIII Commissione Istruzione.

18 maggio 1973. Presenta la proposta di legge n. 2150.

29 aprile 1976. È approvata la Legge n. 238: configurazione autonoma dell'insegnamento della psichiatria.

16 marzo 2015. Muore a Lanciano.

Documenti e approfondimenti

Il testo della legge è consultabile nella banca dati ufficiale Normattiva; l'iter parlamentare e il titolo esatto della proposta 2150 sono documentati nel portale storico della Camera dei deputati. L'opera educativa e la memoria di Nicola Bellisario sono oggi custodite dall'Associazione Culturale a lui dedicata, che ne promuove lo studio e assegna ogni anno il Premio Nazionale "Nicola Bellisario".