Vincenzo Bellisario nacque a Lanciano il 15 giugno 1917 e vi morì la carriera che lo portò a Roma il 21 dicembre 1969, ancora in carica, a cinquantadue anni. Appartenne alla generazione che non ereditò lo Stato repubblicano ma lo costruì: tra i fondatori della Democrazia Cristiana a Lanciano nel 1943, promotore e primo presidente della Banca Popolare di Lanciano, sedette al Senato per tre legislature consecutive e per tre volte fu chiamato al Governo. Questa pagina ne ricostruisce il profilo attenendosi, dove possibile, agli atti ufficiali del Senato della Repubblica, perché di un uomo delle istituzioni conviene raccontare ciò che le istituzioni stesse documentano.
Tre legislature al Senato
Eletto per la prima volta il 25 maggio 1958 nella circoscrizione Abruzzi e Molise, Vincenzo Bellisario fu senatore per la Democrazia Cristiana nella III, IV e V legislatura, dal 1958 ininterrottamente fino alla morte. Le schede del Senato lo registrano fin dall'inizio nella 6ª Commissione permanente, Istruzione pubblica e belle arti: la scuola fu, da subito, il suo terreno. Fu inoltre membro della Giunta consultiva per il Mezzogiorno, segno di un'attenzione costante alla questione meridionale che segnò tutta la sua corrente politica.
La sua fu la stagione della "sinistra" democristiana abruzzese, la corrente che leggeva l'impegno cattolico come responsabilità sociale e non come conservazione. Non un uomo di apparato, ma un amministratore prestato alla politica nazionale senza mai recidere il legame con la sua città: la Banca Popolare che aveva contribuito a fondare, e che presiedette, era il segno concreto di un'idea di sviluppo radicata nel territorio.
Tre volte sottosegretario di Stato
Nella V legislatura, tra il 1968 e il 1969, Vincenzo Bellisario ricoprì per tre volte l'incarico di Sottosegretario di Stato, come attestano le schede ufficiali del Senato: alla Pubblica Istruzione nel Governo Leone II, dal 26 giugno all'11 dicembre 1968; al Lavoro e alla Previdenza Sociale nel Governo Rumor I, dal 14 dicembre 1968 al 4 agosto 1969; nuovamente alla Pubblica Istruzione nel Governo Rumor II, dal 7 agosto 1969, incarico che mantenne fino alla morte. Tre dicasteri in poco più di un anno, in una fase di grande mobilità governativa, che collocano Bellisario stabilmente al cuore delle politiche della scuola e del lavoro di quegli anni.
La scuola media unica
Il nome di Vincenzo Bellisario resta legato soprattutto alla riforma che, più di ogni altra, cambiò il volto della scuola italiana: l'istituzione della scuola media unica e obbligatoria, disposta con la Legge 31 dicembre 1962, n. 1859. Fino ad allora, terminate le elementari, il destino scolastico di un ragazzo si biforcava: la scuola media che apriva ai licei per alcuni, l'avviamento professionale per gli altri, con una selezione di fatto sociale prima ancora che meritocratica. L'unificazione dei due percorsi in un'unica scuola per tutti, dagli undici ai quattordici anni, fu una delle riforme più democratiche della storia repubblicana, e Bellisario fu tra i suoi artefici parlamentari.
È qui che la vicenda di Vincenzo si salda a quella del fratello Nicola, e poi al lavoro di chi ne raccoglie oggi l'eredità: l'idea che l'istruzione non debba fotografare le disuguaglianze di partenza ma correggerle è la stessa che, una generazione dopo, muove una pedagogia che antepone la persona alla prestazione.
Cronologia essenziale
15 giugno 1917. Nasce a Lanciano.
1943. È tra i fondatori della Democrazia Cristiana a Lanciano, insieme al fratello Nicola.
25 maggio 1958. È eletto al Senato per la prima volta, circoscrizione Abruzzi e Molise. Sarà riconfermato nel 1963 e nel 1968.
1962. La Legge 31 dicembre 1962, n. 1859 istituisce la scuola media unica e obbligatoria, di cui è tra gli artefici.
1968-1969. Nella V legislatura è per tre volte Sottosegretario di Stato: Pubblica Istruzione (Governo Leone II), Lavoro e Previdenza Sociale (Governo Rumor I), di nuovo Pubblica Istruzione (Governo Rumor II).
21 dicembre 1969. Muore a Roma, in carica, a cinquantadue anni.
Documenti e approfondimenti
Le informazioni riportate in questa pagina sono verificabili nelle schede ufficiali del Senato della Repubblica, che documentano mandati, commissioni e incarichi di governo di ciascuna legislatura. La memoria civile di Vincenzo Bellisario è oggi custodita anche dai luoghi che ne portano il nome: il Comune di Lanciano gli ha intitolato una strada e una scuola elementare.